di Antonio Rupo
In Occidente il vuoto” o “nella creatività un ruolo importante, specialmente nella musica Spazio” assume in tutte le discipline artistiche e nella fotografia artistica.
E’ impensabile comporre un testo musicale, dipingere una tela o scolpire una materia senza interporre spazi fra suoni, oggetti e soggetti. Ma, purtroppo, sempre in Occidente molte persone considerano il “vuoto” come mancanza del “pieno” e se questo si estende oltre una certa misura, viene considerato una mancanza del pieno stesso; un’opera povera, spoglia di contenuti. (Teoria dell’addizione occidentale).
Contrariamente in Estremo Oriente viene apprezzato, amato e goduto in modo sensuale, elevato a livello d’espressione spirituale.
Il “Vuoto”, oltre che in tutte le forme artistiche, viene esteso a tutte le forme religiose, filosofiche e comportamentali.(Teoria della sottrazione Estremo Orientale).
In Estremo Oriente è inteso anche come una forma di rispetto nei confronti dell’osservatore, il quale ha la possibilità di stimolare la propria fantasia e la propria cultura.
Personalmente, ho imparato ad “osservare” e apprezzare il “Vuoto facendo Bonsai; essendo il Bonsai una creazione artistica, antica e tipicamente orientale.
Il Maestro Hideo Suzuki, docente della “Scuola d’Arte Bonsai”, negli ultimi corsi, con umiltà, semplicità e perizia, ci ha introdotti alla conoscenza del senso estetico Giapponese, il quale si fonda sul concetto del nulla dello Zen, cioè la forma essenziale, ripulita da qualsiasi elemento superfluo.
Questo modo di concepire, apprezzare e godere le cose, è presente in ogni forma d’arte giapponese, come nella poesia Tanaka Haiku, nella cerimonia e negli attrezzi del Te, Suiseki, Pittura, Bonsai ecc.
Come già detto, proprio con il Bonsai sono riuscito ad apprendere meglio questo concetto di estetica.
Modellando un Bonsai non si può e non si deve trascurare la bellezza dello spazio.
Sono molto importanti i vuoti e i pieni che si creano fra i rami e il tronco, tra il tronco e gli impalchi fogliari, tra la pianta e il vaso, gli spazi disuguali nella realizzazione di un bosco, nell’esposizione nel Tokonoma o negli espositori.
Io penso che bisogna esprimere umilmente il proprio pensiero, realizzando una bella forma in una pianta con il minimo dei rami, creare i vuoti eliminando tutti gli elementi inutili e superflui, solo così è possibile impostare un Bonsai capace di suscitare una sensazione gradevole e pacifica della natura e nell’anima di chi lo osserva.
Concludo invitando e raccomandando a tutti i nuovi appassionati del Bonsai, che, impostando a Bonsai una nuova pianta, non vi è nulla da temere nell’eliminare molti rami superflui e/o “nati” in punti sbagliati, poiché ne sono sufficienti pochi, nei punti e nei modi giusti per ottenere un grande effetto,oltretutto, nel Bonsai il “Vuoto” evidenzia e esalta al massimo il “Pieno” pulito e nitido, suscitando un sentimento o uno stato spirituale sereno e raffinato a chi l’osserva.

