di Piero Rosso e Giuseppe Raduazzo
Arcobonsai un esperienza entusiasmante!!!
1-2-3 Maggio si è svolto il XIV° Trofeo ARCOBONSAI che, tra le varie attività, ospitava un confronto tra i Bonsai Club Italiani
Il Bonsai Club Torino invitato all’evento ha proposto a Giuseppe (Giuseppe Raduazzo) ed a me (Piero Rosso) di rappresentarlo mettendoci a disposizione per la lavorazione un pino nero yamadori, in vaso da 6 anni. Abbiamo accettato con entusiasmo anche se con un po’ di apprensione vista la pianta importante e la responsabilità di rappresentare il Club. La pianta è stata studiata con Mauro e Luca; abbiamo deciso (sotto loro suggerimento) per una pianta elegante fatta tutta con tre rami. Inclinare la pianta, eliminare un ramo che ci viene addosso (peccato, è quello che ha una pigna), piegare il tronco verso l’alto di circa 40°, piegare in basso e torcere il secondo ramo per creare il ramo di profondità, con il terzo ramo si costruisce l’apice ed il rametto di sinistra, un po’ di filo sui rametti e la pianta è fatta. SEMMMBRA FACILE……
Venerdì 1, ore 7,45, Grugliasco casa di Giuseppe, caricato sulla sua macchina il pino, le 2 valigette con filo e attrezzi vari, il larice con tavolino ed erbetta di Luca da portare in mostra (dimenticavo: il club partecipa anche alla mostra con un tokonoma), e partenza. Coda in autostrada da subito dopo Milano e arrivo ad Arco ore 14,30
Pomeriggio dedicato alle formalità con l’organizzazione, all’allestimento del tokonoma della mostra e a un primo giro al mercatino tra prebonsai, bonsai, attrezzature, vasi, tavolini ecc. e con sforzo eroico e grande fatica ci siamo trattenuti dal comprare subito qualcosa!!
Alla sera, cena di benvenuto
2 maggio. Giornata di relax. Al mattino gita al castello e poi visita alla mostra e a vedere istruttori e club stranieri al lavoro sulle loro piante. Mostra molto bella, sicuramente la più bella che io abbia mai visto. Interessante assistere alle lavorazioni dei Club stranieri e a quelle degli istruttori e sentire le spiegazioni sul progetto che avrebbero realizzato su piante troppo grandi per la mia interpretazione del bonsai. Altro giro tra i banchi del mercato e questa volta, a differenza di Giuseppe che tiene duro, io cedo acquistando un melograno.
Alla sera, B, B & B (birra, bonsai e baraonda). Cena sotto una tensostruttura con musica, intrattenimento, tanta birra e tanta gente tutta cordialissima e tutta appassionata di bonsai.
3 maggio. E’ arrivata l’ora di lavorare la pianta. Si inizia alle 9,30 ma noi alle 8,45 eravamo già pronti. Abbiamo iniziato posizionando la pianta con l’inclinazione prevista dal progetto; da casa abbiamo portato una tavoletta di legno, cunei, chiodi, corda. Sempre a casa avevamo preparato una staffa per ancorare i tiranti. Fissato il vaso con la pianta alla tavoletta con i cunei, abbiamo iniziato la lavorazione. Per prima cosa abbiamo eliminato il ramo ritenuto non utile nella lavorazione, poi siamo passati alla pulizia di due jin che nel tempo la pianta aveva quasi inglobato ricoprendoli con corteccia nuova, tutti gli altri jin sono stati eliminati. Dopo diche ci aspettava la lavorazione vera.
Il progetto prevedeva una piega del tronco, cosa che io non ho mai fatto ma Giuseppe si, quindi tutto ok.
Per prima cosa, con una garza di cotone bagnata, abbiamo bendato molto stretto tutto il tratto di tronco ed il ramo che avremmo dovuto piegare al fine di contenere eventuali fratture dovute alla piega. Abbiamo poi creato un’armatura con 3 fili di rame da 4 mm, posti parallelamente al tronco ed al ramo da piegare, fissandoli con nastro adesivo da idraulico. Abbiamo quindi applicato il filo di rame, doppio, sempre da 4 mm, avvolto a spirale sul tronco nel tratto da piegare proseguendo sul secondo ramo. Fili più piccoli sono stati fissati a questa struttura per essere utilizzati in seguito come tiranti ancorati alla staffa che siamo passati a fissare subito dopo.
Per la piega del tronco prende le redini del gioco Giuseppe, fissata una leva al tronco e utilizzando una prolunga innestata sulla leva stessa con gradualità ha iniziato a spingere e magicamente il tronco si è piegato fino al punto da noi voluto, ho legato il tirante alla staffa e la prima piega era fatta. Stesso discorso per il secondo ramo anche se la situazione era più delicata perché’ un tratto del ramo è legna secca; legata la leva in 2 punti al ramo, sempre Giuseppe, ha spinto su di essa fino a che il ramo non è arrivato in posizione e fermato dal solito tirante.
Ci siamo allontanati per vedere il lavoro fatto e ci siamo congratulati fra di noi. Bel lavoro, corrispondente al progetto. Visto che la parte più importante e, se vogliamo, più delicata era fatta, abbiamo fatto un giro per chiacchierare e vedere le lavorazioni degli altri Club.
Abbiamo proseguito il lavoro applicando il filo (rame ed alluminio) su tutti i rami che sono poi stati disposti in modo da creare i palchi e l’apice con il risultato visibile dalle foto. Anche se non abbiamo vinto, siamo soddisfatti di come e’ venuta la pianta; siamo riusciti a rispettare in pieno quello che era il progetto.
Ore 17, votazione delle piante.
Ore 18, premiazione
Ore 18,30, ritirata la pianta di Luca, e caricata la macchina abbiamo puntato in direzione di casa. Bellissima esperienza; se l’anno prossimo si dovesse di nuovo partecipare, io ci sono.
Raccontata la nostra avventura non ci resta che passare ai ringraziamenti.
Grazie :
Ad ARCOBONSAI per avere invitato il nostro Club
All’organizzazione impeccabile di ARCOBONSAI
Al nostro Club per la fiducia accordataci per rappresentarlo
Al nostro Club per la pianta che ci ha messo a disposizione
A Silvia per avere curato e mantenuto la pianta in perfetta salute
A Mauro e Luca per i consigli su come impostare la pianta
A Mauro che e’ venuto a trovarci mentre lavoravamo e a darci gli ultimi consigli
A tutti voi che avete letto tutto il nostro scritto



















