Bonsai Club Torino

Lo spostamento dei rami: metodo Miyao

Club aderente al Coordinamento Bonsai Piemonte Lombardia  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lo spostamento dei rami: metodo Miyao

di Mauro Coppa

La Scuola d’Arte Bonsai ha scelto come docente per il corso di aggiornamento degli istruttori organizzato per l’anno 2006 Harumi Miyao.

Foto 0 giardino del Maestro

 Bonsaisticamente parlando, il Maestro Miyao nasce come autodidatta, e si specializza sugli aceri (Acer palmatum e Acer buergerianum) al punto da essere riconosciuto come il più esperto in Giappone su questo gruppo di specie e di veder il proprio nome attribuito ad alcune tecniche di coltivazione di sua invenzione.

Alcuni suoi articoli riguardanti la potatura e la pulizia delle cicatrici sono stati pubblicati sul n°48 della rivista “Bonsaitalia Arte e Natura”; in questa sede si vogliono riportare le altre tecniche illustrate dal Maestro durante il corso di aggiornamento, cercando di adattarle alla realtà climatica del nord Italia, iniziando con la più complessa, lo spostamento dei rami per innesto. Nei prossimi numeri si illustreranno la tecnica dell’innesto delle radici e le tecniche di potatura e pizzicatura per creare ramificazioni fini e ridurre le dimensioni delle foglie.

 

La tecnica dell’innesto dei rami secondo il metodo del Maestro serve per spostare un ramo di una pianta da un punto ad un altro della stessa. L’insieme delle operazioni richiede circa tre anni; di seguito sono riportate in ordine cronologico.

I ANNO

Primavera, prima dell’apertura delle gemme.

Scelto il ramo da spostare, su di esso è necessario innestare per approssimazione una piantina da seme di un anno della stessa specie, coltivata in un vasetto indipendente. Sul ramo maturo scelto si pratica un’incisione circa perpendicolare all’asse dello stesso con una sega, tanto profonda da contenere interamente il fusticino della piantina da seme. Foto 1

Siccome il tagliente della sega tende a sfilacciare le fibre, è indispensabile rifilare il taglio con un coltello molto ben affilato. Il Maestro utilizza una specie di coltello da calzolaio taglientissimo!

Si colloca la piantina da seme nella sede appositamente preparata sul ramo, si applica l’alluminio adesivo (nastro di alluminio adesivo dello spessore di 0,005 mm, impiegato in idraulica, reperibile in ferramenta) che facilita la formazione del callo (vedi articolo sul n°48 della rivista sopra citata), infine si lega la piantina al ramo con della rafia o del nastro.

La piantina da seme non deve essere scortecciata, nemmeno nel tratto dell’innesto, a meno che non si tratti di una piantina vecchia (due anni o più). L’ideale è impiegare sempre piantine di un anno!

L’attecchimento dell’innesto avviene in 3-5 mesi.

Durante la stagione vegetativa è importante non concimare la piantina giovane e frenarne il vigore, altrimenti ingrosserebbe troppo e il callo uscirebbe fuori dal profilo del ramo.

È fondamentale controllare sempre che il vasetto della piantina sia ben bagnato: siccome è in mezzo alla chioma del bonsai di cui si vuol spostare il ramo, è facile che l’acqua di irrigazione data a questa non sia sufficiente alla vita della piantina, o addirittura non giunga nemmeno al vaso. Il Maestro Miyao utilizza un espediente: taglia un pezzo di tubo in gomma da irrigazione di una lunghezza tale da raggiungere il vasetto e sporgere ancora per un tratto di circa 20 cm all’esterno del profilo della chioma; all’estremità opposta al vasetto applica un imbuto. In tal modo si riesce a convogliare un quantitativo di acqua verso il terriccio della piantina sufficiente per consentirne il corretto sviluppo.

 

II ANNO

In primavera, a fogliazione avvenuta,  si controlla l’innesto: se questo è apparentemente riuscito bene, si incide il ramo da spostare circa due cm prima dell’innesto, verso il tronco della pianta madre; il taglio deve arrestarsi a due terzi della sezione del ramo. Foto 2

 

 

 

Se, a distanza di una decina di giorni circa, il ramo non manifesta segni di appassimento o indebolimento, significa che l’innesto è riuscito e si  può completare il taglio, staccando definitivamente il ramo, che verrà alimentato dalla giovane piantina. Foto 3

Se, invece, il ramo risulta indebolito o appassisce leggermente, è necessario attendere ancora prima di separarlo dalla pianta madre.

Staccato il ramo da spostare, alimentato dalla piantina da seme, è necessario sostituire il vasetto di quest’ultima con uno un po’ più grande, più adatto ad supportare la nuova chioma maggiormente voluminosa.

Si taglia inoltre tutto il fogliame della giovane piantina, lasciando solo una gemma a monte dell’innesto.

Si sceglie poi il punto dove si vuole reinnestare il ramo; lì si pratica con un trapano un foro della profondità di circa 1 cm e dell’inclinazione corretta per una caducifoglia. Il foro deve essere leggermente più grande del diametro del ramo da innestare, in modo che questo abbia un po’ di gioco all’interno. Le punte utilizzate dal maestro non sono comuni punte da legno, ma sono succhielli.

Il taglio va rifinito con un coltello ben affilato.

Si inserisce il moncone di ramo vecchio che si trova a monte dell’innesto con la piantina giovane per l’intera profondità del foro: essendo il moncone lungo circa 2 cm e il foro profondo la metà, resta 1 cm circa tra il tronco della pianta madre e l’innesto della piantina sul ramo.

Attorno al foro si applica del mastice, per evitare che il foro si disidrati.

N.B. Fare molta attenzione che il mastice non penetri nel foro tra il tronco ed il ramo, altrimenti viene irrimediabilmente compromesso l’attecchimento dell’innesto!

Non è necessario scortecciare il moncone del ramo da innestare prima di inserirlo nel foro, a meno che non si tratti di un ramo molto vecchio; in tal caso si gratta superficialmente, per portare a nudo il cambio, solamente il tratto più prossimo alla corteccia del tronco.

Infine sopra il mastice si applica il nastro di alluminio adesivo. Foto 4

 

È importante ancorare bene il vasetto agli altri rami, in modo da renderlo il più saldo e stabile possibile e controllare che sia sempre ben bagnato.

III ANNO

A primavera, dopo l’apertura delle gemme, si controlla che l’innesto sia riuscito e, ciò fatto, si scorteccia un quarto della circonferenza della piantina giovane, tra l’innesto sul ramo spostato ed il vasetto, per una lunghezza di 5 cm circa. Si attende per una decina di giorni: se non si osservano segni di indebolimento del ramo, si allarga la scortecciatura di un altro quarto di circonferenza. Foto 5 e 6 Se il ramo accenna ad appassire, si aspetta ancora.

 

Dopo la seconda scortecciatura si aspettano altri dieci giorni e, se non ci sono problemi, si procede scortecciando fino al terzo quarto. 10 giorni di attesa e si completa la scortecciatura. Si attendono ulteriori 10 giorni e si elimina intermante il fusticino della piantina giovane innestata due anni prima.

È importante che l’intervento di scortecciatura sia graduale per lasciare il tempo al ramo di trasferire un po’ per volta il flusso linfatico che alimenta il ramo spostato, dalla piantina al tronco della pianta madre.

N.B. Questa tecnica è studiata per spostare rami esclusivamente della stessa pianta! Trasferire un ramo da una pianta ad un'altra è sbagliato: infatti le foglie di due piante della stessa specie saranno sempre sensibilmente diverse per forma, colore, dimensioni, ecc..

Il sistema può tuttavia essere impiegato per sostituire tutti i rami di una pianta con quelli di una varietà più pregiata.

N.B.2 In Giappone, essendo la stagione vegetativa più lunga di circa due mesi, gli interventi descritti sono effettuati in due anni anziché tre.

N.M.B. Il ricorso alla tecnica illustrata è giustificato esclusivamente con piante che abbiano molti anni di mochicomi, sulle quali un ramo giovane cresciuto a posteriori o innestato per approssimazione richiederebbe più che altrettanti anni di lavoro per armonizzarsi con la vecchiaia già espressa dalla pianta!

 

       

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Aggiornato il: 26 aprile 2012