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al Coordinamento Bonsai Piemonte Lombardia
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Dal Bonsario n° 20 Gennaio 2006 e da Bonsai Italia Arte e Natura Gennaio 2006
Un sogno in un cassetto...di Mauro Coppa 19 Novembre 2005 ore 20,45 volo JAL n°JL418 per Tokyo. Località visitate: Osaka, Nara, Niihama, Takamatsu, Okayama, Osafune, Bizen, Kyoto, Tokyo.
Fin da quando, dieci anni fa, entrai a far parte del mondo del bonsai, ho desiderato visitare il Paese del sol levante, vedere dal vivo ciò che tanti decantavano e che potevo ammirare solo in fotografia. Ed ecco che, quasi per magia, qualche mese fa si prospetta la possibilità di realizzare questo sogno: il viaggio giusto al momento giusto, che si incastrava perfettamente con lezioni, esami, esercitazioni, tesi, insomma tutti gli impegni di uno studente universitario! Il tempo di un bonifico… ed i risparmi di una vita si erano trasformati in ciò che sarebbe stata un’esperienza senza prezzo. Per quanto la mia immaginazione mi avesse condotto più volte nei luoghi visitati in questo viaggio, ciò che si è parato davanti ai miei occhi ha superato di gran lunga ogni più rosea aspettativa! Dal grandioso giardino di Iwasaki, agli aceri strepitosi di Miyao, alla Taikan-ten, alle piante del Maestro Suzuki, ad Omyia (il villaggio dei Bonsaisti): i giardini di Yamada, Kato, Hamano e Takeyama, per non parlare di quelli di Kimura e Kobayashi. Ma ancor più sorprendente è stata la parte di viaggio non dedicata al bonsai. La stagione contribuisce a creare spettacolo con un trionfo di colori che abbiamo colto al culmine nei pressi di Kyoto: aceri, gingko, rhus, corpus, e chi più ne ha, più ne metta, per creare sfumature dal rosso brillante, al rosa tenue, al giallo oro, all’arancione pallido, al verde argenteo, irriproducibili da qualsiasi pittore, per tanto bravo che sia! I colori di questi alberi secolari, collocati con somma sapienza dai Maestri architetti nei giardini di templi e palazzi, con attenzione al minimo dettaglio, aprono, ad ogni sguardo, nuovi scorci, nei quali si respira il senso del tempo che avvolge ogni cosa, arricchendola con un fascino tutto orientale. Le sensazioni che si provano nel vivere questi “parchi incantati” sono indescrivibili e le foto, che spero possano raccontare meglio di me il viaggio e le emozioni provate, non rendono giustizia a questo fantastico Paese. L’apice della spiritualità di questi luoghi si raggiunge a Kyoto, nel tempio Ryoanji: il giardino con i colori autunnali più strepitosi che si siano mai visti, in contrasto con mille tonalità di verde di una collezione di muschi secolari, fa da preludio al giardino zen più antico e famoso del mondo. Apparentemente insignificante rispetto alla tavolozza del giardino del tempio, ha un “non so che” di accattivante che invita a sedersi sull’ampia scalinata antistante, un po’ dubbiosi per cercar di capire perché è così rinomato. I punti interrogativi restano fino al momento in cui ci si alza: basta voltarsi, un passo... e ci si sente svuotati… è come se tutto ciò che si è imparato fino a quel momento, che dà un certo livello di conoscenza della vita e di cultura, fosse compresso in fondo al sacco e si liberasse un’enormità di spazio vuoto, pronto per essere colmato di nuovo, ma con cose molto più grandi di quelle che parevano immense prima. Improvvisamente sembra di aver intuito per un istante la vastità dell’universo. Allora ci si volta di nuovo per riguardare quella distesa di ghiaietta con pochi sassi che sporgono, e l’impressione è sempre quella dell’inizio: qualcosa di insignificante; ci si interroga su come sia possibile che una cosa così “da nulla” sia stata in grado di trasformarti tanto profondamente. Non è solo il wabi-sabi che si respira per tutto il tempio, non è la vecchiaia di quel giardino di pietre e sabbia: è qualcosa che va al di là, che, per tanto che ci si sforzi, non si può capire; è inutile; si può solo vivere! Prima di partire pensavo che questo viaggio fosse la giusta conclusione di un corso di studi durato otto lunghi anni, un ultimo capitolo senza il quale la preparazione di un bonsaista non fosse completa. Non mi sono mai sbagliato tanto! Non la fine di un ciclo, ma un nuovo inizio; da adesso si incomincia veramente ad imparare! Oggi, ad una settimana esatta dal mio ritorno da questo magnifico tour, posso affermare con certezza che un viaggio in Giappone È uno dei miei sogni nel cassetto. E il verbo al presente non è un errore di battitura! Ora che sono tornato alla vita di tutti i giorni e che ho aperto il cassetto dei sogni per vedere quale sarebbe stato il prossimo su cui investire energie, con grande stupore ho trovato ancora il viaggio in Giappone lì, al suo posto; infatti, dopo essere stati in questo Paese affascinante e straordinario realizzando uno dei sogni più importanti della propria vita, ci si accorge che ne è nato un altro, più grande ancora: quello di ritornarci il prima possibile!
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