Bonsai Club Torino

Bonsai e Suiseki

Club aderente al Coordinamento Bonsai Piemonte Lombardia  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Bonsai e Suiseki di cosa si tratta??

Cerchiamo di dare una piccola spiegazione di cosa queste due parole giapponesi possano significare. Abbiamo detto piccola perché per darne una esauriente occorrerebbe molto di più dello spazio che abbiamo su questo sito. Siamo,comunque, a disposizione per chi volesse saperne di più. 

BONSAI

Il Bonsai è un'arte di miniaturizzazione degli alberi, originaria della Cina nata circa duemila anni fa; penetrò quindi nel 1200 in Giappone dove ebbe largo seguito in molti strati della popolazione e dove assunse la dignità di vera arte. A differenza della pittura e della scultura in cui l'opera d'arte prodotta dall'uomo è completata nel momento stesso in cui il pittore depone il pennello o lo scultore lo scalpello, nel Bonsai l'opera non può mai definirsi ultimata. E' infatti soltanto grazie alla costante cura e all'applicazione di particolari tecniche che un Bonsai acquista e mantiene la propria bellezza ed armonia.

Bonsai4.jpg (43764 byte)Il Bonsai nasce dall'osservazione di alberi e arbusti nel loro ambiente naturale e si realizza con l'abilità della mano unita all'amore per la Natura.E' un microcosmo rappresentato in un piccolo vaso dove vengono utilizzate come materiale piante vive, grazie alle quali l'uomo trova un nuovo modo per avvicinarsi alla Natura, per amarla e rispettarla.

Il Bonsai oggi è amato e conosciuto in tutto il mondo come simbolo di pace e di amore: in ogni nazione sta crescendo l'entusiasmo per questa forma d'arte che permette di osservare cosi da vicino lo svolgersi e il mutare delle stagioni e che fa sentire l'uomo parte integrante della Natura. Le gemme che si gonfiano e sbocciano in primavera, i fiori ed i frutti, i colori autunnali, cosi come il lungo sonno invernale, sono alcuni dei tanti aspetti di un grande spettacolo che ogni giorno ci offre qualcosa di nuovo e che il Bonsai ci permette di osservare più da vicino.  

I SUISEKI  

a cura di Paolo Tortore

 

Letteralmente, la parola Suiseki (sui=acqua seki=pietra ) significa letteralmente, "coltivazione di pietre"o pietra acqua anche se in origine il significato della parola era molto più cSuiseki 3.jpg (72686 byte)omplesso e cioè paesaggi di pietra di montagna e di acqua, attualmente il significato corrente della parola è pietra paesaggio. I Suiseki, non propriamente oggetti di compagnia per bonsai, sono essi stessi esempi di una forma d’arte orientale con standard di giudizio e di esposizione stabiliti da molto tempo. L’arte dei Suiseki principalmente coinvolge in chi la pratica la ricerca, la preparazione e l’apprezzamento, la ricerca avviene nei torrenti di montagna o in deserti battuti dal vento, lungo le spiagge, ogni dove le forze del tempo e della natura possono averle deposte. Le prime testimonianze riguardanti le origini di questa arte ci arrivano dalla Cina dove nel IV secolo a.c. pietre particolari venivano messe in alcune tombe come arredo funebre. Sempre dalla Cina ci arriva un'altra testimonianza riguardante l’uso delle pietre, in questo caso le NIWAISHI e cioè le pietre di grandi dimensioni (tipo quelle in uso nei giardini d oggi) che in passato venivano messe davanti alle case perchè diventassero l’abitazione degli dei protettori. La differenza tra le pietre cinesi e quelle giapponesi: pietra cinese linee tormentose e spesso VERTICALI, che esprime dinamicità e simbolicamente unisce l’uomo a Dio, pietra giapponese linee molto più semplici e prevalenza di ORIZZONTALITA’. Perciò, raccogliere, custodire e "coltivare" una singola pietra significa prendere in considerazione e curare, in scala ridotta, l’intero Universo.

 

CARATTERISTICA DEL SUISEKI

La caratteristica primaria ed essenziale perché una pietra sia considerata Suiseki e che sia stata modellata solamente dalla natura, l’intervento dell’uomo dovrà solamente avere come scopo la valorizzazione della pietra stessa. Per quanto riguarda il materiale, le pietre possono essere IGNEE cioè di origine vulcanica, oppure METAMORFICHE SEDIMENTARIE, queste sono le più interessanti. Un altro fattore da tenere in considerazione per valutare un Suiseki e la durezza della pietra che viene misurata con la scala di MOHNS in cui il valore varia da l (dove troviamo il talco) a 10 (dove troviamo il diamante ) il valore giusto varia da cinque a sette. Questo valore di durezza è giustificato dal fatto che la pietra deve essere sufficientemente morbida per essere lavorata dagli agenti atmosferici ma nello stesso tempo deve avere una durezza tale da essere indeteriorabile e non essere incisa dal metallo inoltre, tale durezza consentirà sfregando la pietra con le mani, di ottenere la patina del tempo (MOCHICOMI); un altro sistema per ottenere una buona patina consiste nel tenere sui bancali all’aperto innaffiando quotidianamente la pietra e in circa dieci anni si ottiene un buon invecchiamento. Un'altra caratteristica del Suiseki è il colore che dovrà essere preferibilmente scuro o addirittura nero non solo perché ciò favorisce la concentrazione dello sguardo, ma soprattutto perché ricorda l’abisso del nulla, lo sfondo indeterminato da cui essa , come qualsiasi essere, deriva; la superficie dovrebbe essere preferibilmente non troppo scabra ed accidentata per permettere alle mani di strofinarla facilmente, la pietra poi, di norma, dovrebbe avere dimensioni abbastanza ridotte da poter stare nella mano di una persona, dimensioni maggiori erano un tempo in uso, oggi non più dal momento che la pietra piccola meglio esprime il concetto di microcosmo. La PULITURA delle pietre può essere eseguita manualmente utilizzando spazzolini di ferro oppure attrezzi simili montati su mole o trapani, è sconsigliato l’uso di spazzole dorate perché lasciano strisciate difficilmente eliminabili e antiestetiche. È consigliabile prima di iniziare la pulitura tenere a bagno le pietre per un determinato tempo in acqua e bicarbonato consentendo il distacco dell argilla che riveste la pietra.

 

PIETRE ITALIANE PALOMBINI

La tipica formazione del calcare a Palombino italiano non è egemonia della Liguria ma puòessere evidenziata in superficie lungo buona parte della nostra penisola è comunemente noto il suo colore grigio scuro che ha determinato la toponimia. La diversa acidità delle piogge e dell’acqua del sottosuolo ha influito sulla forma: c’è palombino chiaro a punte aguzze e scuro dalla forma arrotondata e viceversa sia il chiaro che lo scuro si possono trovare in infinite tonalità e sfumature non solo grigio ma crema, marrone, verdone verde pisello, rosa, rosso porpora, nero che passa al rosso e poi di nuovo al nero verde col beige, nero col rosso e col verde.

 

CLASSIFICAZIONE DEI SUISEKI

PIETRE PAESAGGIO questa è la forma più classica del Suiseki ed è anche la più evocativa perché ha una forma che ricorda un aspetto della natura, queste possono essere classificate come:

PIETRA MONTAGNA (YMAGATA-ISHI) una o più cime ben definite, dispari per numero se più di due. Tutti i lati si allargano verso il basso è all’infuori. L unica parte piatta della pietra è la base che non deve avere eccessive sporgenze, altezza e profondità sono da 1/4 a 1/2 della lunghezza totale. Il profilo di base è quello di un triangolo scaleno. Pietre a forma di montagne distanti ENZAN SEKI pietre a forma di montagne ravvicinate KENZAN SEKI pietre a forma di montagna isolata , formazioni montuose (come il pan di zucchero) formazioni montuose piatte come uno scudo montagne con ghiacciai e nevi con laghi con ruscelli KEIRIU-SEKI.

PIETRA ISOLA (SHlMAGATA-ISHI) questa deve possedere delle insenature e deve essere esposta in un vassoio con la sabbia, preferibilmente le pietre isola dovranno comprendere una o più cavità che suggeriscano zone di approdo. Frangenti di quarzo bianco sono un di più. Molti lineamenti, come la pietre montagna, ma alcuni di essi possono mostrarsi meno marcati.

PIETRA CASCATA ( TAKI- ISHI ) la cascata deve partire dall’alto della pietra e non la deve attraversare totalmente cioè deve essere

visibile solo dal fronte e non deve scendere storta, la cascata e prodotta da inclusioni di quarzo o di altre sostanze di colorazione chiara su materiale scuro posto posteriormente infine deve partire sottile ed allargarsi in basso. Un altro tipo di pietra cascata e la cascata secca (KAREDAKI-ISHI) dove c’è solamente l’insenatura senza le intrusioni di quarzo, evoca il periodo estivo e va esposta con elementi che indicano questa stagione.

PIETRA LAGO (MIZUTAMARI-ISHI) rappresenta una pozza d’acqua o un lago inserito in un paesaggio. Idealmente la pozza ha per sfondo montagne basse, molteplici pozze possono variare di dimensioni.

PIETRA PIATTAFORMA (DAN-SEKI) due o più (più e meglio) piatti livelli paralleli la cui cima è costituita da uno di questi gradoni. I terrazzamenti variano di dimensione ed in altezza dello scalino verticale, il piano in alto prende circa 1/4 dell’area totale coperta.

PIETRA PENDIO (DOHA-ISHI) il piano parallelo alla base conduce da un lato ad una cima approssimativamente ad 1/4 della misura totale della lunghezza. La piattaforma si unisce alla cima lungo un intuibile diagonale vista dal fronte.

PIETRA CAPANNA (YAGATA-ISHI) per capanna si intendono quelle costruzioni rurali di paglia tradizionali del Giappone.

PIETRA BARCA (FUNAGATA-ISHI) anche qui si intendono piccole barchette usate in passato dai pescatori. Questi tipi di Suiseki anche se sono oggetti creati dall’uomo sono comunque direttamente collegabili alla natura.

PIETRE OGGETTO (KEISHO-SEKI) queste si possono dividere in pietra a forma umana poco definita e, per tradizione la figura umana deve essere intera e non solo busto o viso ecc., oltre alle pietre capanna barca fanno parte anche delle pietre oggetto.

PIETRA PONTE (HASHI-ISHI) forme di animali pesci uccelli insetti mammiferi.

PIETRE DISEGNATE (MON YO-SEKI) in questo caso ciò che conta non è la forma ma il disegno presente sulla superficie della pietra che può rappresentare un fenomeno atmosferico, un paesaggio, figure umane, animali, foglie, erbe, frutti, corpi celesti (luna, sole, stelle), pioggia, neve, fulmine. All’interno di questa categoria si inseriscono tipi di pietra disegnati più preziosi es. PIETRA CRISANTEMO (KIKKA-SEKI) o pietra con fiori di PRUNUS (BAIKA-SEKI) ed infine pietra con motivo a pelle di tigre TORA-ISHI

PIETRE ASTRATTE non sono considerate Suiseki però possono avere una forma elegante ma che non rappresenta niente, lasciano la mente libera nell’interpretazione.

PIETRE COLORATE (SHIKISAI-SEKI) che possono essere dei colori che vanno dal nero intenso, nero brillante, nero opaco, porpora, terra rossa, rosso dorato, blu, giallo dorato.

 

EQUILIBRIO E ARMONIA

L equilibrio e I armonia sono espressi dalla (SAN-MEN-NA HO ) o regola delle tre dimensioni la pietra infatti deve avere un fronte. un retro. un sotto e i lati destro e sinistro con determinate caratteristiche e precisi rapporti di dimensioni FRONTE E RETRO. Le linee che noi troviamo sul fronte devono ripetersi anche sul retro se per esempio sul fronte ho una curva in un determinato punto questa dovrà ripetersi simile sul retro per quanto riguarda invece le dimensioni della pietra, i vertici della stessa dovranno formare se uniti da una linea un triangolo scaleno e comunque le linee della pietra dovranno essere molto movimentate come le altezze dei vertici della pietra. REGOLA DI FIBONACCI: definire il punto esatto della base dalla lunghezza nota nel quale deve cadere la verticale passante per l’apice della pietra. Se la pietra è formata in modo ideale avrò il punto più alto che cadrà ad un terzo della lunghezza totale.

ESEMPIO

 

SEQUENZA DEI TERZI

In questo caso la pietra in esame dovrà essere inscritta in un parallelepipedo le cui dimensioni dovranno essere divise in tre parti uguali da due linee. Per avere equilibrio i vari punti o vertici della pietra devono corrispondere agli angoli che si formano dall’unione delle linee che tagliano il parallelepipedo

ESEMPIO


 

ALFABETO VISIVO

L'alfabeto visivo si basa sull’osservazione di alcune linee che definiscono le forme e il loro significato.

Il Punto rappresenta il vertice degli oggetti   °

  La linea retta rappresenta I orizzonte il nostro campo visivo 

  La linea verticale rappresenta la stabilita e l’equilibrio per effetto della gravità. 

La linea obliqua è il simbolo dell’instabilità, crea dinamismo e movimento ma deve sempre essere bilanciata da altre linee.

 

      La linea curva deve essere sempre chiusa dall’orizzonte.

 

Lo sviluppo della coscienza visiva risulta fondamentale per il ricercatore che deve riuscire durante la ricerca a isolare tutto ciò che compone il paesaggio intorno a lui e che rappresenta un interferenza per potersi concentrare sull’oggetto della sua ricerca.

 

ESPOSIZIONE E COSTRUZIONE DAI

Una pietra per essere esposta deve essere presentata su un DAI (BASETTA DI LEGNO) o su un DAIZA (VASSOIO). Concettualmente l’esposizione nel vassoio (SUIBAN) è la migliore perchè include uno spazio in più che apre la mente all’immaginazione del paesaggio circostante. L’altezza del SUIBAN dovrà essere proporzionata con l’altezza della pietra e allo stesso modo il colore del SUIBAN dovrà armonizzare con il colore della pietra. All’interno si potrà mettere sabbia oppure dell’acqua. Nel caso in cui si esponga una pietra con l’acqua si dovrà utilizzare un vassoio smaltato anche all’interno se invece si usa la sabbia si potrà utilizzare un qualsiasi vassoio smaltato o in gres. La sabbia da utilizzare dovrà essere di granulometria media, potrà essere bianca o colorata con tonalità tenui. Nel SUIBAN se ne dovrà mettere una quantità tale da riempire sino al bordo e non più in basso; la sabbia più usata in Giappone è di colore beige. Nel posizionare la pietra nel SUIBAN dovremo avere cura di posizionarla leggermente spostata verso destra o verso sinistra questa distanza si decide in base alle caratteristiche della pietra, cioè il lato della stessa avente il bordo più scosceso andrà posizionato più vicino al bordo, mentre di conseguenza il lato avente una linea più dolce andrà allontanato dal bordo al fine di accompagnare lo sguardo verso il vuoto.

Un Suiseki senza la sua base non è considerato Suiseki. Una pietra lontana deve dare l’impressione del tramonto e sulla base non si deve vedere la linea di taglio. Il DAI deve avere l’altezza della base un nono dell’altezza della pietra. Per costruire un DAI si dovrà cercare un pezzo di legno stagionato e dell’altezza giusta rispetto alla pietra non deve essere resinoso e fibroso in genere si usano legni di NOCE, QUERCIA, CILIEGIO, MOGANO, ROSACEE IN GENERE. A questo punto la prima cosa da fare sarà di segnare sul legno con una matita a punta fine la sagoma della pietra al fine di creare la sede nel quale posizioneremo la nostra pietra, si inizierà a scavare partendo dal centro sino a quando la pietra non avrà raggiunto una stabilita fisica e ottica. Lo scavo dovrà essere eseguito in fasi successive segnando il pezzo di legno con la pietra appoggiata ad un foglio di carta copiativa e togliendo il legno solo dove è stato segnato al fine di avere un incavo il più fedele alla forma del fondo della pietra. Formato l’incastro si dovrà tramite un seghetto alternativo separare il pezzo e scolpirne il bordo in base alla propria creatività. Giunti a questa fase si passera alla creazione dei piedini che dovranno essere preferibilmente di numero dispari ed andranno posizionati nei punti di forza della pietra .Dove ci sono coste o zone sporgenti dovranno essere poco vistosi non troppo sporgenti e delle stesse dimensioni. Infine nel caso di una pietra FEMMINILE (PIETRA ARROTONDATA CON CURVE DOLCI) i piedini dovranno essere piccoli e tondeggianti, nel caso di una PIETRA MASCHILE (ALTA E SPIGOLOSA ) i piedini dovranno essere più sporgenti e di dimensioni più grosse. Finita la sagomatura della base si passera alla carteggiatura che andrà fatta partendo con carta vetro più grossolana fino ad arrivare alla più fine, dopo di che si colorerà con un mordente per legno e si rifinirà lucidandola cercando di renderla leggermente opaca. Quando la si espone nel TOKONOMA se la pietra è l’elemento principale deve rasentare la perfezione se è un elemento secondario può avere anche qualche difetto sono accettati quadri e SCROLL orizzontali se la pietra e su di un SUIBAN. L’erba di compagnia non deve essere allo stesso piano del Suiseki e non deve superare l’altezza del tavolino, in più il Suiseki non deve mai superare il bordo interno del tavolino. I TEMPAI (STATUETTE IN BRONZO) possono anch'essi essere abbinati al Suiseki e devono avere la patina del tempo come le pietre infine il timbro dello SCROLL deve possibilmente essere all’opposto del Suiseki perché chiude l’insieme dell’esposizione.

Per ulteriori informazioni, contattare:

Bonsai Club Torino
Tel: +39 0117713456
Posta elettronica
: bonsaiclub@bonsaiclubtorino.it

Inviare a webmaster un messaggio di posta elettronica contenente domande o commenti su questo sito Web.
Copyright © 2001 Bonsai Club Torino
Aggiornato il: 26 aprile 2012