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Club aderente
al Coordinamento Bonsai Piemonte Lombardia
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Da Bonsai Arte e Natura BONSAI IN UN
ALTRO MONDO
Una piacevole esperienzaMi chiamo Mauro, ho quasi diciotto anni e da cinque mi diletto nell’arte del bonsai. Questa mia passione è nata visitando una mostra con un amico di famiglia..Quella delle piante in genere me l’ha trasmessa mio padre, che non è un bonsaista, ma che si è fatto coinvolgere comunque in questo mondo fino ad essere oggi il presidente del Bonsai Club Torino del quale faccio parte. Da allora il mio interesse è sempre cresciuto fino a farmi frequentare da tre anni la Scuola d’arte bonsai del Maestro Hideo Suzuki per il quale sono stato l’allievo più giovane mai avuto. Un ringraziamento speciale va a tutti quelli che hanno creduto in un ragazzino impacciato di tredici anni dandogli l’opportunità di crescere, primo fra tutti il mio istruttore di allora e di oggi Mario Sandri. Ora, scusandomi per essermi dilungato nel presentami, vi racconto il fatto. Il quotidiano La Stampa di Torino, città dove abito,
e con l’organizzazione Premio Letterario Grinzane Cavour, per avvicinare i
giovani al mondo giornalistico, ha indetto un concorso, tra le scuole
superiori della regione,con obiettivo la composizione di un numero del
quotidiano stesso. Abbiamo dovuto scrivere e redarre otto pagine trattando
argomenti che riguardassero ognuno di noi più da vicino. Nella pagina
dedicata all’arte e alla cultura ho pubblicato l’articolo sotto riportato
che è stato insignito del premio letterario quale migliore articolo per
questa sezione del giornale. L’intervista è stata una scusa per spiegare al
mondo esterno al nostro ambiente un briciolo dei fondamenti di quest’arte
troppo spesso ignorata e mi auguro di esserci riuscito. Il premio (una
discreta somma) mi permetterà di continuare a coltivare questa passione senza
troppo pesare sul bilancio famigliare, ma mi piace anche pensare che il bonsai
possa avere dei riconoscimenti fuori dagli schemi abituali delle
manifestazioni specifiche. Ora vi lascio al mio articolo; grazie per
l’attenzione e buona lettura! Bonsai: un’arte viventeMolte le discipline orientali che si stanno diffondendo in Italia, ma il bonsai è qualcosa di particolareMauro Coppa
Alti 20 – 30 cm., di varietà
tropicali, verdissimi e in un vaso piccolo: in realtà, questo non è un
bonsai. Costano molto e vivono poco. In Italia sono molti gli appassionati e
gli esperti e altri che vogliono sembrarlo. Signor Coppa, tutti quanti credono che
il bonsai sia una piantina in
vaso. E’ realmente questo? No. Quando si parla di bonsai si pensa
alle piante dell’Aids. Non è affatto vero. Oltre al fatto che appena un
misero 5% del ricavato viene destinato all’associazione, hanno un costo
elevato e una scarsa sopravvivenza, in quanto non sono piante autoctone e si
adattano difficilmente al nostro clima. Il bonsai è un’opera d’arte. L’altezza massima consentita è di
circa un metro, mentre non ci sono limiti di diametro del tronco.Lavorare un
bonsai non vuol dire solo potarlo. Ma avvolgere i rami con del filo di rame e
dare la forma e le posizioni che si desidera. Come tutte le arti ha delle regole ben
precise di prospettiva, di movimento, di proporzioni che vanno rispettate
durante l’impostazione. Fare bonsai vuol dire riprodurre le
parti più belle della natura e portarli nel nostro giardino. Signor Presidente, quanto tempo occorre
per terminare un’opera? Il bonsai è una pianta, quindi vivo,
in continua evoluzione, perciò non sarà mai completamente terminata. Il bonsai, quindi, signor Coppa è
un’arte molto particolare… E’ molto più che scolpire una pietra o dipingere un quadro, perché la pianta
è viva. Si instaura un rapporto di rispetto reciproco tra bonsai e artista.
Da molte più soddisfazioni vedere un’opera che reagisce ai nostri
interventi e non resta inerte. Presidente, un altro mito da sfatare è
che le piante soffrano a essere potate e sia inumano impedirne la crescita. Non è assolutamente vero che le piante
non crescono, semplicemente si indirizzano le spinte vegetative dove servono.
La pianta non cresce in altezza, ma si infittisce. Inoltre tutti gli interventi sulle
piante sono fatti nella salvaguardia della loro salute. Quando si accusa un
bonsaista di crudeltà non si tiene conto che
le piante che vengono massacrate e potate di più sono le viti e quelle
da frutto… Se in natura le piante devono faticare a reperire il loro
nutrimento, ad un bonsai viene
fornito tutto ciò di cui ha bisogno. Occorrono attrezzature particolari o si
possono utilizzare comunissimi utensili da giardino? Esistono attrezzi appositi. Per un
principiante ne bastano un paio, quelli indispensabili, ma specializzandosi si
sente la necessità di attrezzi più sofisticati . Presidente, è un hobby costoso? Abbastanza, soprattutto
l’attrezzatura. Le piante da lavorare sono a scelta del bonsaista,
soprattutto per i prezzi. Signor Coppa, qualche consiglio
botanico? Innanzitutto è importante lavorare a
bonsai le specie autoctone, che non comportano problemi di adattamento al
clima,,,. Mi sembra sottinteso che
le piante vadano lasciate all’esterno, anche d’inverno: non esistono pini
o ginepri da appartamento! Signor Presidente, chi volesse
apprendere i segreti di quest’arte, a chi può rivolgersi? Ci sono diverse associazioni, tutte
senza scopo di lucro, in tutta Italia Esiste una “Scuola d’arte Bonsai”
di alto livello, dove insegna il maestro Giappone Hideo Suzuki. A Torino è il
Bonsai Club Torino che organizza serate di riunione il primo e il terzo giovedì
di ogni mese alle 20,30 circa presso i locali di via Paolo Gaidano 77.Ogni incontro
tratta un argomento specifico, teorico o pratico, ed è un’occasione di
confronto tra le esperienze dei soci. Ci sono istruttori bonsai che seguono il
club. Le riunioni sono aperte a chiunque voglia “curiosare”.Per
informazioni più dettagliate ci si può rivolgere alla segreteria tel:011/7713456
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